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Il primo documento che ricorda il castello dell'Anciolina -insieme alla chiesa che
vi si trovava, intitolata a San Michele Arcangelo- è del 1065; ma il luogo doveva
essere abitato da tempi assai remoti, come mostrerebbe una ascia di bronzo rinvenuta
nei pressi dei ruderi dell'antica rocca. In epoca feudale il castello dell'Anciolina
seguì le sorti di tutti gli altri del Lorese -Loro, appunto; Trappola, Rocca Guicciarda
ecc.- e più in generale del Valdarno, con continuo alternarsi di signori e dominazioni.
Nell'ambito delle lotte che caratterizzarono la sua vita, in un convegno antifiorentino
avvenuto nella chiesetta di San Godenzo, si registra la presenza nel giugno 1302 di Dante
Alighieri. Non molti anni dopo tuttavia anche il castello dell'Anciolina entrò nel possesso
di Firenze. Alcuni storici locali vogliono nato all'Anciolina l'umanista Poggio Bracciolini, che la tradizione più diffusa fa nascere nella vicina Terranuova. Certo è che i Bracciolini ebbero nel castello possessi e storie.
Dell'originaria ecclesia Sancti Angeli ad Lanciolinum eretta ad honorem Dei et Sancti
Michaeli Arcangeli non piu' tardi del 1065 (unico estremo cronologico verificabile) non
rimane più traccia, essendo i ruderi -secondo una tradizione rifiutata dagli abitanti- stati
inglobati dalla nuova chiesa più vasta della precedente, di pianta rettangolare, come
le altre della zona -un'altra tradizione sostiene che essa era ubicata accanto all'ingresso
della rocca, e che se ne vedevano ancora i ruderi non più di cent'anni fa-.
Originariamente romanica, appartenne al piviere di Gropina; al suo interno sono
conservate una croce processionale di bronzo dorato del sec. XIII-XIV sec., adorna
di bacche, con incise storie fiorentine corredate di personaggi tratti dalla simbologia
cristiana; un turibolo di bronzo, con coperchio a forma di tempietto, anteriore
al 1300; un calice in stile bizantino; una coppa d'argento, con base ed asta di rame
dorato -nella base, cesellata, è possibile leggere "fraternita di gropina"; mentre
nello stelo, stretto da una nodo corredato da sei bottoni decorati con figure di Cristo,
della Madonna e di santi-, del XIV sec.; un tabernacolo da olio santo, ora adattato nella
parte anteriore del ciborio dell'altare, in pietra durissima e bianca, del XV sec.
All'interno della fortificazione dell'Anciolina si ricorda una cisterna da acqua,
servita come deposito fino alla costruzione recente dell'acquedotto. Si ricorda anche
un passaggio segreto -che taluni fanno coincidere con la cisterna- corrispondente ad una
uscita in località chiamata "la Botolina": notizia quest'ultima assai plausibile, poiché
non è infrequente la presenza di tali vie d'uscita da rocche e castelli; ma non
altrimenti documentabile.
All'Anciolina si trova un negozio di alimentari con annesso bar e rivendita di tabacchi.
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