Guerrieri, vescovi e feudatari nel Valdarno Superiore e nel lorese

Nel quadro assai composito di poteri, i cui tratti principali erano certamente rappresentati da alcune grandi famiglie feudali e dal vescovo aretino, si deve aggiungere un elemento nuovo: il nascente autonomo potere dei comuni cittadini. Non era ancora scomparsa la contessa Matilde che alcune città già si erano date autonome istituzioni: ad Arezzo il potere dal 1098 era tenuto da magistrature consolari tanto che, da quel momento, l'aristocrazia che si era contesa e spartita la valle vincolando strade, ponti, valichi e fiumi cominciò a dover considerare la presenza di seri antagonisti dovendo infine soccombere davanti alla formazione delle nuove realtà istituzionali "germinate nelle fiorenti e dinamiche città mercantili signore delle pianure" (Manneschi, 1921: 20-21). Anche se aggredita da più parti e soprattutto da Firenze, che dette avvio ad una inarrestabile espansione del suo dominio in direzione di Arezzo, la feudalità mantenne tuttavia a lungo le sue posizioni di potere e forse mai esse si dissolsero del tutto fino all'età moderna.


Poggio di Loro Castello

Nel 1219 i Conti Guidi dovettero sottoscrivere pesanti patti con i Fiorentini, in base ai quali i essi si impegnavano a "dare libera entrata, stanza e uscita nel detto Castello et cassero di Montemurlo a chi et quando vorranno i fiorentini". Oltre a ciò essi dovettero accettare la presenza fiorentina anche in altre roccaforti poste nei loro possedimenti; infatti, il documento precisava che "per sicurezza dell'osservanza del tutto, oltre all'obbligo e hipoteca del Castello di Montemurlo, obligano anche a' fiorentini i castelli et giurisditioni di Montegnalchi, di Loro, di Pozzo, di Lanciolina, della Trappola et omnia alia castra, terras possessiones, homines".

A partire dall'ultimo decennio del Duecento i conti Guidi si mostrano in piena decadenza, prima di tutto perché le città, ed in particolare Firenze aveva eroso progressivamente i loro domini. Nel 1293 i Fiorentini tolsero ai Guidi varie fortezze ed anche il castello di Loro che poco dopo tornò sotto i Guidi, anche se, in un continuo ribaltarsi dei destini politici legati alla aspra lotta tra i Guelfi ed i Ghibellini, Firenze riuscì infine a prevalere tornando definitivamente in possesso di Loro come stabilito dalla provvigione del 19 agosto 1306. Da quel momento, entrata a far parte del territorio fiorentino, Loro venne governata da un funzionario (podestà) nominato dalla dominante mentre anche Arezzo divenne città suddita di Firenze nel 1337. Nonostante questa presenza, comunque, gli antichi poteri feudali rimanevano ancora forti. Anche la vicenda del castello della Trappola rientra nella lotta intrapresa da Firenze per imporre il suo predominio nella zona.

Trappola, sulla pendice del Pratomagno, era un castello che nel XIII secolo apparteneva ai Conti Guidi; nel 1323 si sottrasse al dominio dei Pazzi di Valdarno che ne erano da qualche tempo entrati in possesso per consegnarsi a Firenze che vi pose un presidio. Tuttavia i Pazzi alleati con gli Ubertini lo riconquistarono. Il castello fu poi oggetto di ulteriori contese anche in momenti successivi.


La Trappola

L'instabilità politica e le ricorrenti scorrerie di soldatesche andarono comunque diminuendo con il tempo, e questa ritrovata sicurezza fa certamente da sfondo ad una penetrazione non più solo militare e politica dei fiorentini (o degli aretini) ma soprattutto di proprietari terrieri cittadini. Sul finire del Quattrocento, infatti, troviamo in queste zone una proprietà contadina ridotta ai minimi termini in favore di quella di ricchi esponenti dei ceti emergenti cittadini e, anche, una cospicua proprietà ecclesiastica con una notevole diffusione dei contratti di mezzadria . Nel 1462 vengono redatti i primi statuti della comunità.

 
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