Il lorese nell' Alto Medioevo: terra di frontiera e di contese

In tutto questo territorio, la traccia pi¨ profonda Ŕ stata probabilmente impressa dalla Chiesa che in questa zona Ŕ presente almeno a partire dal IV secolo. L'impronta da essa lasciata Ŕ stata pi¨ forte e duratura di qualsiasi altra, sia di quella dei dominatori Bizantini sia dei successivi Longobardi che si erano stabilmente insediati nella penisola attorno al 650.

Il Castello del Cocollo

Comunque sia la conquista longobarda dette a tutta la Tuscia un ruolo politico-militare in quanto regione di confine con i territori bizantini. Degli ancora oscuri giochi militari tra i due contendenti qualche studioso ha scorto delle pur esili tracce. Di questo scenario di antiche guerre "barbariche" fanno probabilmente parte anche alcuni castelli, spesso ricordati solo per il ruolo che essi hanno assunto in periodi pi¨ tardi ed in etÓ comunale.

Nella zona che ci riguarda fa parte di questo teatro bellico con probabilitÓ anche il monte Cocollo. Anche la dedicazione delle chiese a certi santi pu˛ essere un segno della presenza longobarda oppure bizantina.Il mutare di scenario politico generale dovuto alla vittoria dei Franchi del 774 non ebbe ripercussioni locali significative e documentate. Diversamente dal passato, quando, vuoi per la guerra, vuoi per altri pesanti interventi amministrativi il mutamento di clima politico generale fu certamente avvertito dalle popolazioni locali, la vita continu˛ ora a scorrere secondo i binari consueti.

Per quanto riguarda il Castello di Loro, l'unico dato certo Ŕ che il luogo esisteva giÓ attorno al 900. Da quel momento possiamo seguire con una certa approssimazione il fluttuare della terra lorese tra vari poteri e giurisdizioni. Un documento del 1059 ci informa che Loro era passata nelle mani di Ugo, figlio di un certo Suppone,


loro Ciuffenna castello

forse della famiglia degli Ubertini, ma che non molto dopo il signore del luogo Ŕ Guicciardo, il fondatore della Rocca Guicciarda, con il quale, evidentemente il possesso era entrato a far parte della grande famiglia feudale dei Guidi. Questi continui passaggi da una famiglia feudale all'altra non possono essere spiegati senza ipotizzare un certo ruolo attivo da parte del potente vescovo aretino nella cui diocesi cadeva il paese di Loro.


Rocca Ricciarda

I Conti Guidi, lungo le strade di tutta la zona del Casentino e del Valdarno Superiore, a partire dalla seconda metÓ dell'XIsecolo perfezionarono la loro presenza con "quel processo di incastellamento che avrebbe segnato il paesaggio" e l'architettura dei paesi della zona" (Manneschi, 1921: 19-20).Molti punti cruciali del territorio vennero presidiati e molti insediamenti, a partire da questo momento diventarono "murati", protetti da torri, terrapieni e cinte di mura.

"Monastero, pieve e castello divennero le principali forme in cui si espresse il popolamento della valle - dove tuttavia non and˛ scomparendo la tradizione antica dell'insediamento aperto e disseminato che aveva caratterizzato il periodo altomedievale" (Manneschi, 1921: 20).

 
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