Dall'agricoltura alla seta: l'economia dalla fine della dinastia Medicea all'Unità
     

A partire dalla fine del Settecento e soprattutto nel corso dell'Ottocento, un insieme di fattori determinò a Loro lo sviluppo della manifattura serica. La ripresa dei commerci, promossa dalle iniziative granducali settecentesche che portarono al ripristino del vecchio tracciato della via Cassia, comportò una rivitalizzazione generale dell'area valdarnese. La crescita dei traffici e degli scambi, in particolare nel centro di Montevarchi, agì da stimolo sull'economia lorese. L'espansione demografica della seconda metà del XVIII secolo proseguì e si intensificò nel corso dell'Ottocento. Nella comunità di Loro la popolazione tra 1861 e 1901 crebbe del 20%, passando dai 4.786 abitanti del 1861 ai 5.749 abitanti del 1901. Grazie alla disponibilità di manodopera e a un mercato attivo, la gelsicoltura, la bachicoltura e la trattura iniziarono a rappresentare attività redditizie, sollecitando investimenti nella realizzazione di opifici serici.


Allevamento dei bachi da seta

L'espansione della manifattura serica fiorentina a partire dalla seconda metà del XVIII secolo stimolò la diffusione della bachicoltura anche in aree sino a quel momento estranee alla sua coltivazione. La zona del Valdarno superiore particolarmente adatta alla coltivazione del gelso, costituì una delle aree di maggior espansione.

A differenza della gelsicoltura e della bachicoltura, la trattura della seta non era, nella Toscana dell'età moderna, un'attività rurale, ma un'operazione a carattere industriale (Malanima, 1990: 100).
L'incremento della manifattura serica nell'area valdarnese riguardò anche le attività tessili loresi come testimonia la Relazione dello stato delle Arti e manifatture della comunità di Loro del 1769 (vedi testo), che proponeva alcune disposizioni con cui incrementare le attività produttive di Loro.
Nel 1870 Felice Davitti ottiene dal comune di Loro il permesso di convertire una casa di sua proprietà nella piazza del mercato di Loro ad uso commerciale e quindi, dal 1871, il Comune inizia a raccogliere notizie sulla bachicoltura e il mercato dei bozzoli di Montevarchi (Fonte: Archivio Storico di Loro Ciuffenna, Protocollo delle deliberazioni del Consiglio Comunale, 1870 e 1871). Dal 1880 inoltre il Comune provvede ad inserire negli inserti dei propri atti i listini delle quantità di bozzoli e dei relativi prezzi redatti dalla Camera di commercio ed arti di Arezzo.
All'epoca quasi certamente operavano a Loro due filande, entrambe della famiglia Davitti che, secondo alcune stime, lavoravano sino a 30.000 libbre di bozzoli (883 quintali) (Zuccagni, 1852). Il "Rapporto della Pubblica Esposizione dei Prodotti di Arti e Manifatture Toscane", redatto nel 1847 dalla Commissione incaricata dell'esame delle manifatture e dell'aggiudicazione dei premi, definiva la seta del Davitti di particolare pregio "molto elastica, lucente, unita di colore e di filo, e bella e buona sotto ogni altro aspetto". A partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento esistono dati più concreti sui quantitativi della produzione di semi di bozzoli nel territorio lorese, che il Comune provvede ad inviare alla Camera di Commercio ed Arti di Arezzo.
Nel 1894 è attestata la prima notizia di una filanda: quella di Ferdinando di Lorenzo Magnozzi (Archivio Storico di Loro Ciuffenna, Minute- Atti vari, 1893-1894). Nel febbraio 1893 intraprese i lavori per "la costruzione del nuovo fabbricato ad uso di filanda posto all'estremità Nord del suo giardino di Loro", che previdero il prolungamento dei muraglioni sul torrente Ciuffenna e lo spostamento e rettificazione della strada che dalla piazza della Fonte in Loro dava accesso al fabbricato.


La filanda Magnozzi-Del Vita, attualmente sede del Circolo Ricreativo di Loro

Della filanda, che sorgeva in via Pratomagno, nella sede dell'attuale Circolo Ricreativo Lorese, non si dispone di maggiori informazioni, certamente comunque non rimase attiva oltre il 1898. La (lista degli industriali ed operai del Comune di Loro Ciuffenna del 1899 registra, infatti, la presenza di un'unica filanda: quella Brogi di proprietà di Luigi Brogi posta alla Ferriera (attualmente sede di un residence turistico). L'edificio era stato acquistato dallo stesso Brogi nel 1890 con i guadagni della sua attività di garzone di mugnaio (la notizia è ricavata dalla testimonianza di una discendente della famiglia Liliana Brogi). Secondo la lista comunale erano all'epoca alle dipendenze del Brogi solo 3 operaie maggiorenni e 3 operaie di età inferiore ai 21 anni.


La filanda Brogi alla Ferriera

La filanda Brogi a Loro, attualmente sede della mediateca comunale

Alla fine dell'Ottocento, dunque, rispetto all'immagine consegnata dal Maire (sindaco di nomina imperiale) durante gli anni della dominazione francese dell'inizio del secolo, secondo la quale "il principal commercio del paese" (Sisi, 1974: 82) era costituito dai prodotti agricoli e l'unica attività manifatturiera consisteva nella attività femminile dell'arte "del tessere", la realtà economica e sociale di Loro mostrava segni di un evidente cambiamento.

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